La
Fidelizzazione
(definizione)
La
sopravvivenza e lo sviluppo di qualsiasi attività
imprenditoriale, è possibile solo se:
- ci sono clienti disposti ad acquistarne i prodotti o i
servizi offerti;
- se al termine del processo per la produzione e vendita
di detti prodotti o servizi c’è un significativo avanzo
positivo.
Pur sapendo cosa significa cercare e acquisire un nuovo
cliente, spesso ci dimentichiamo di quanto ci è costato
e spesso non facciamo nulla per tenercelo. Si sente
parlare di customer loyalty (fedeltà del cliente) di
customer satisfaction (soddisfazione del cliente)
customer retention (riacquisto da parte del cliente)
termini che racchiudono concetti sicuramente utili al
miglioramento del sistema azienda e che necessitano del
coinvolgimento del cliente.
Ma esiste il cliente? e se esiste chi è? e che cosa
vuole?; quali sono i meccanismi che utilizza per
scegliere? e soprattutto dice la verità?
Il vocabolario definisce cliente “colui che acquista
presso un determinato negozio o chi frequenta
abitualmente un determinato locale”.
In questa definizione troviamo il concetto di
“determinato negozio” e “frequenza abituale”, concetti
che indicano una relazione tra i soggetti interessati
basata sulla ripetizione di un comportamento e da una
scelta di uno specifico luogo.
Dalla lettura di questa definizione possiamo estrapolare
anche un’altra caratteristica implicita, ovvero che le
azioni di scelta del luogo e la frequenza di visitazione
del luogo medesimo, sono prerogativa del cliente. Quindi
dobbiamo indirizzare i nostri sforzi verso la
comprensione dei meccanismi che determinano la volontà
di rivisitare un determinato luogo e di farlo con una
frequenza la più alta possibile.
Quale esempio, utilizziamo un servizio, vista la maggior
complessità richiesta per acquistarlo.
Sappiamo che un servizio è intangibile e che il suo
acquisto dipende dal rapporto interpersonale che si
istaura tra offerente e utilizzatore.
Immaginiamoci clienti di una banca, cosa certamente
facile.
Perché ci rivolgiamo ad una banca?
Per comodità
Perché permette di far fruttare i risparmi
Perché sono più sicuri in banca che altrove
Perché posso fare operazioni che altre soluzioni non mi
permettono di fare
Perché mi consigliano bene
Perché ha un servizio veloce e sempre attivo
Perché lo fanno tutti
Perché è sempre stato così
Perché mi è simpatico il funzionario alla cassa
Perché mi piace l’ambiente
Perché quando vado mi sento trattato bene
Perchè non ho mai considerato altre alternative
Alcune di queste motivazioni sono di ordine emotivo,
altre si rifanno a valutazioni oggettive. Ma quante di
queste sono il risultato di una informazione completa e
obiettiva?
L’informazione è alla base del processo di scelta del
cliente il quale, sulla base delle informazioni
disponibili, attiva il suo processo decisionale,
confronta le offerte in relazione ad una sua personale
valutazione del bisogno e cerca di individuare chi
meglio di altri potrà soddisfarlo.
Se fossimo in grado di conoscere compiutamente i bisogni
e le aspettative del cliente, il gioco sarebbe fatto ma,
sfortunatamente, non è così anche perché, a volte,
neppure il cliente conosce o manifesta le sue esigenze
in modo completo, e ciò sia per difetto di conoscenza e
di analisi che per “riservatezza” (ovvero, consapevole
decisione tesa a non esternare le proprie esigenze).
Usufruire di un servizio ( ma anche consumare/utilizzare
un prodotto) è la risposta ad uno stato di incapacità /
impossibilità di risolvere diversamente un determinato
problema.
In questo contesto non importa di quale problema si stia
parlando perché, siamo in presenza di uno stato di
bisogno, che non trova soluzione attraverso le normali
risorse di cui dispone il soggetto/utente.
Ecco, quindi, che il nostro personaggio si mette alla
ricerca di qualcuno che possa aiutarlo e quando il suo
criterio di valutazione gli dice “si”, la ricerca si
ferma e acquista.
Abbiamo individuato altri due aspetti che qualificano il
concetto di cliente, quello della ricerca e quello della
valutazione.